I SOLVENTI

Una collana di testi composti in relazione alla poetica delle arti così dette visive, ovvero la scrittura degli artisti quando essa è essenzialmente destinata all’opera.
Si propone una riflessione su quel che la lingua fa o arreca ai modi di una operatività plastica, ai canoni che la definiscono e a quelli che ne regolano i possibili esiti materiali.
Il titolo della collana fa riferimento alle tecniche della pittura, per le quali il solvente coincide con il medium, parola che indica principalmente l’agente liquido attraverso il quale il pigmento si rende adoperabile e la pittura trova, in tutti i sensi, soluzione. L’interrogativo che si pone dunque sarà: in che modo la scrittura si fa solvente della plasticità; che cosa essa addensa e che cosa dissolve dell’immagine, dell’azione, della composizione plastica?

I SOLVENTI è un progetto ideato e prodotto da Pasquale Polidori e realizzato in collaborazione con Claudia Clo Damiani e le edizioni Cambiaunavirgola, Roma.

A series of texts composed in relation to the poetics of the so-called visual arts, that is, the writing of artists when it is essentially intended for the work of art. A reflection is proposed on what language does or brings to the ways of an artistic activity, to the canons that define it and to those that regulate its possible material outcomes. The title of the series refers to the techniques of painting, for which the solvent coincides with the medium, a word that mainly indicates the liquid agent through which the pigment becomes usable and the painting finds, in all senses, a solution. Therefore the question will be: how does writing become the solvent of plasticity; what does it thicken and what does it dissolve in the image, the action, the plastic composition?

I SOLVENTI is a project conceived and produced by Pasquale Polidori and realized in collaboration with Claudia Clo Damiani and the Cambiaunavirgola editions, Rome.

I SOLVENTI #1

JEAN LE GAC

IL PITTORE DAPPERTUTTO e altre opere

19×12 cm brossura 240 pagine
stampato in 450 copie numerate
su carte Fedrigoni Arena e Woodstock Rosa
progetto grafico di Claudia Clo Damiani e Pasquale Polidori
Euro 20,00 ISBN: 9788890664298
edizioni Cambiaunavirgola Roma

Il volume è stampato in 450 copie numerate ed è acquistabile nelle librerie on line oppure facendone richiesta agli indirizzi:

cambiaunavirgola@spazioetico.it

info@pasqualepolidori.net

IMPORTANTE: A pagina 195 compare un refuso sulla parola francese « littérature », che si trova scritta con una sola t, « litérature » ! Non era voluto, ma visto che è arrivato, va festeggiato come il segno di una zoppia inguaribile, del visuale lungo le strade del verbale, e viceversa. La letteratura beffarda e crudele con gli artisti… Comunque sia, se ordinando il libro inserirete nella mail la scritta « PICABBIA » , allora quella t mancante vi sarà restituita a carboncino o sanguigna, sulla stessa pagina e rispedita per posta!!!

Nell’opera di Jean Le Gac (Alès, Francia, 1936) troviamo ridefiniti i rapporti tradizionali tra pittura e letteratura, non più inquadrati in termini di problematica specularità linguistica o scambio di ragioni tematiche, bensì nelle forme di una vicendevole e indissolubile coestensione mediale: la pittura ricade nell’ambito della costruzione letteraria di una fiction, così come la letteratura si rivela elemento costruttivo e strumento analitico dell’arte pittorica. Sul finire degli anni Sessanta, l’invenzione autobiografica, gli invii postali, le passeggiate discorsive, i readymade letterari, gli atti di lettura partecipata, sono strategie poetiche destinate a disperdere i contenuti e le specificità della letteratura, prima di tutto contagiando la realtà quotidiana con la finzione. Nel 1972 la partecipazione a documenta 5, nella storica sezione delle Mitologie individuali, segna l’apparire di una materia prevalente: l’accerchiamento, attraverso la fotografia e la scrittura, di un personaggio di Pittore che forza i limiti della attendibilità esistenziale dell’artista Le Gac, in direzione di una figura intrinsecamente impersonale, un soggetto in cui si sommano riflessi della storia dell’arte e della pittura, intesa come mestiere e come possibile linguaggio. In quegli anni Le Gac è presente in tutte le rassegne internazionali dedicate alla Narrative Art, comprese le due mostre allo Studio Cannaviello di Roma curate da Filiberto Menna, nel 1974 e ‘75. Nel 1977, la retrospettiva al Kunstverein di Amburgo, poi nel ‘78 al Centro Pompidou, restituisce il complesso di quella coerente ricerca foto-testuale, i cui motivi continueranno nei decenni successivi, ampliati dall’impiego della pittura dipinta e dalla tematizzazione del rapporto tra installazione e messa in forma dell’opera pittorica, ai diversi livelli mediali che essa integra. La mostra del 2007 al Castello di Saint-Germain-en-Laye ha il titolo significativo di La caccia al tesoro, dove il tesoro è prima di tutto il fantasma, desiderato, inseguito e infinitamente mancato, della pittura come ideale.

Numerose sono le pubblicazioni nelle quali l’artista scorpora i testi dall’opera complessiva, spesso modificandoli. La presente traduzione raccoglie una scelta di opere in cui il testo ha avuto funzione particolarmente cruciale, ed è stata realizzata in contatto diretto con Jean Le Gac, che si ringrazia.

Per maggiori informazioni sull’opera di Jean Le Gac:

https://www.centrepompidou.fr/fr/ressources/personne/cR5G4b

https://www.templon.com/new/artist.php?la=fr&artist_id=68

https://www.acentmetresducentredumonde.com/collection-collective/le-gac-jean/

http://auer01.auerphoto.com/fr/legac_monography

https://lightcone.org/en/filmmaker-186-jean-le-gac

https://core.ac.uk/download/pdf/20651601.pdf

https://journals.openedition.org/edl/587

http://www.artslab.com/data/img/pdf/004_62-63.pdf

https://halshs.archives-ouvertes.fr/halshs-00975924/document